FLASHBACK: Non vivo in una bolla. Autismo e vaccini

Questo preambolo serviva per introdurre il libro di Federica Santi “Non vivo in una bolla“. Federica è una mamma. Una mamma fra le tante che ha seguito tutte le calde raccomandazioni dei medici, in primis dei pediatri, per quanto riguarda la salute di suo figlio. Ha fatto quello che il suo dovere di genitore (imposto per legge) le chiedeva di fare: ad ogni avviso delle ASL ha risposto portando il piccolo Nicola a farsi inoculare i vaccini pediatrici obbligatori!

Abbiamo affidato nostro figlio a delle persone che non si sono nemmeno prese la briga di informarci sulla possibilità di eseguire test pre-vaccinali né sulle eventuali reazioni avverse (se non febbre, nervosismo e sciocchezze simili)”.

I medici non prendendo minimamente in considerazione il fatto (purtroppo oramai assodato) che un vaccino possa creare un danno anche serio (tra cui l’autismo ma non solo) non spiegano ai genitori l’esistenza di test pre-vaccinali per verificare la situazione del sistema immunitario del neonato e soprattutto non spiegano dettagliatamente tutte le eventuali reazioni avverse che questi farmaci possono scatenare.

L’inesperienza e la cieca fiducia nel sistema sanitario nazionale ci ha condotti a proseguire in maniera precisa e meticolosa con il prescritto calendario vaccinale, supervisionati da una compiaciuta pediatra.” “L’ultimo vaccino somministrato a Nicola è stato quello che, in sostanza, gli ha dato il ‘colpo di grazia’. Vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia)”.

Nicola fino a 22 mesi cresceva regolarmente e vantava un vocabolario di tutto rispetto. Poi nel giro di poco tempo i suoi atteggiamenti hanno iniziato a mutare….

Da gran onnivoro Nicola ha cominciato a rifiutare il cibo normalmente apprezzato. Per sei mesi consecutivi, senza concedere periodi di pausa, si è nutrito esclusivamente di latte vaccino nel biberon e di gelato“.

Per giungere al tracollo nella comunicazione e nelle relazioni che lo ha portato a isolarsi quasi completamente dal mondo. Un giorno, come una saetta in pieno ciel sereno arriva la diagnosi di Disturbo dello spettro autistico.

La diagnosi è arrivata di lì a poco squarciando i nostri cuori a metà. Da quel giorno in poi abbiamo smesso di respirare per cominciare ad ansimare. Abbiamo smesso di camminare per cominciare a zoppicare. Abbiamo smesso di vivere per cominciare a sopravvivere“.

Le parole che nessun genitore vorrebbe mai sentir pronunciare dal proprio medico sono state dette! Così comincia la tragedia di una famiglia normalissima. Una famiglia in cui mamma e papà hanno semplicemente messo in pratica le indicazioni-imposizioni di vaccinare il proprio figlio. E loro sempre da bravi genitori hanno seguito la strada maestra ufficiale, portando Nicola ad innumerevoli consulti, controlli, visite mediche e valutazioni neuropsichiatriche. Per mesi il piccolo viene girato come un calzino. Il tutto inutilmente. Oltre al danno pure la beffa. Lentamente però, forse per disperazione o forse per intuizione, accade qualcosa che cambierà la loro vita …. “In tutto quello che ci veniva dato per indiscutibilmente vero abbiamo cominciato ad intravedere delle crepe. E questa è stata la nostra salvezza. Abbiamo cominciato a dubitare…“. Abbiamo cominciato a dubitare scrive Federica. Delle crepe hanno iniziato a far crollare la Piramide delle certezze ufficiali, dell’arroganza e dei dogmi della medicina.

La conoscenza si sa, inizia sempre da una domanda…e simili interrogativi sono stati propedeutici per i passaggi importanti che sono avvenuti in seguito. Non è un caso infatti che sulla scena del teatro della loro vita appariranno figure fondamentali come il grande pediatra Eugenio Serravalle e lo stesso Tinus Smits anche se dal punto di vista simbolico, ma per via della sua CEASE Therapy (Complete Elimination of Autistic Spectrum Expression).

E lo Stato in tutto questo cosa fa per Nicola e la sua famiglia? In fin dei conti si tratta di un bambino ferito dall’eccesso di zelo di quel governo che per legge inocula veleni (metalli tossici, adiuvanti vari, formaldeide, prioni, cellule fetali, ecc.) nel sangue di creature di pochi mesi di vita con la scusa di proteggerli dalle pericolosissime malattie esantematiche. Come direbbe Don Raffaè del grande De Andrè: “Lo Stato si costerna, s’indigna, s’impegna e getta la spugna con gran dignità“. Cancellando per ovvi motivi la dignità, lo Stato si è invece molto indignato con Nicola e i suoi genitori arrivando a togliergli la pensione di invalidità di 280 euro al mese. Motivo? I genitori non sono più degni del sostegno del Padre. Erano bravi fintantoché ascoltavano il Verbo ma oggi sono diventati cattivi sudditi, degli eretici. La loro grave colpa è non credere più nei percorsi terapeutici ufficiali che se anche non avrebbero portato a nessun giovamento per Nicola (e i medici questo lo sanno molto bene), sono pur sempre i protocolli ufficiali e non si possono mettere in discussione.

Gravissimo infine è stato rivolgersi altrove percorrendo altre strade; perché, è bene che si sappia: le strade ci sono. Il rischio di far guarire Nicola dal suo Disturbo può essere molto pericoloso e destabilizzante per il Sistema. Se infatti un bambino seguendo un’alimentazione corretta, detossificando il proprio organismo ed eliminando con la CEASE Therapy la memoria dei farmaci e/o vaccini guarisce dall’autismo, diventa la prova provante che tale disturbo è chiaramente un danno vaccinale. La famosa pistola fumante!

Pistola pericolosissima per l’establishment

Il libro scritto da Federica è il racconto della loro storia, di come da genitori normalissimi si sono trovati catapultati in una vita non loro, in un vero e proprio incubo. Questo libro merita di essere letto perché è un dovere morale aiutare una famiglia monoreddito che sta cercando di chiudere in bellezza questa triste disavventura, ma dall’altra è anche un messaggio di speranza per tutti quei genitori che stanno vivendo la medesima situazione. Un messaggio fondamentale che spiega che le strade ci sono. “Ho imparato che lo strumento più importante del quale disponiamo per impedire di essere calpestati è la conoscenza”.

La Verità vi renderà liberi….



Note:

Il libro “Non vivo in una bolla” non si trova in libreria.

Chi volesse acquistarlo può rivolgersi direttamente all’autrice Federica Santi che si occuperà personalmente della sua distribuzione.

federicasanti80@gmail.com – https://dazeroa100anni.com/2016/04/

Al seguente link potete scaricare in formato Mp3 l’intervista fatta da Marcello Pamio a Federica Santi durante la trasmissione radiofonica su Radio Gamma 5.

Qui potete trovare l’intervista virtuale fatta da Marcello Pamio al dottor Tinus Smits