Non fumarti il Cervello: la Cannabis ed i suoi effetti negativi


Pensa, prima di Fumare, Pensa!cit.

La Cannabis è tornata con prepotenza ad essere un tema molto attuale. Diverse questioni non ancora risolte gravitano attorno a questo argomento: bisognerebbe legalizzarla oppure no? Regolamentarne il commercio toglierebbe soldi alla malavita? Perché rimane illegale proprio la marijuana mentre si possono comprare alcol e sigarette? Secondo noi di Scientificaemente in realtà la questione più importante è solo una:

“Consumare marijuana fa bene o fa male alla salute?”

Qui la questione è molto dibattuta anche perché la marijuana è stata associata ed effetti benefici fin dalla notte dei tempi, quindi usata anche oggi come farmaco in alcune terapie. È da premettere un concetto: ogni farmaco può potenzialmente essere anche un veleno. Per evitare che i nostri rimedi siano controproducenti è bene che ogni farmaco venga somministrato da un medico che ha la competenza necessaria.

La poca chiarezza delle informazioni che circolano a riguardo degli effetti della marijuana rischia di far passare un concetto prematuro e alquanto pericoloso: “consumare erba non può che far bene“. Purtroppo si tende a minimizzare i rischi sanitari del consumo di cannabis confrontandoli con quelli del fumo di sigaretta o del consumo di alcool. Fortunatamente l’opinione pubblica è stata in parte (di sicuro non abbastanza) sensibilizzata sui danni da alcool e fumo, ma la marijuana non è ancora percepita come un pericolo. Magari non ci si sofferma sui rischi sanitari perché sull’argomento sono contemporaneamente aperti molti altri discorsi: la legalizzazione del commercio, la possibilità di togliere possibili introiti alle mafie regolamentandone il traffico, i possibili risvolti terapeutici della marijuana, considerarla droga leggera o neppure droga; tutti temi interessanti ma che possono far perdere di vista l’aspetto della salute e della sicurezza del consumatore di erba. Cerchiamo di fare ordine.

Cannabis ad uso medico: possibili effetti benefici

La marijuana è stata usata a scopo medico fin dall’antichità. Anche ai giorni nostri c’è un forte interesse per valutare l’efficacia del farmaco a sette punte: molti degli effetti benefici devono essere ancora studiati, ma alcuni di questi sono stati correlati con il trattamento di dolore, nausea, anoressia, spasticità muscolare, disturbi del sonno. Ripeto: non è il fumo di uno spinello che cura il dolore; è il medico che può decidere di usare anche il farmaco a base di endocannabinoide in associazione alla terapia standard della patologia. Pur avendo aperto interessanti spiragli terapeutici sono necessari ulteriori studi per verificarne la reale efficacia. Mentre sono ancora dubbi gli effetti benefici di un uso terapeutico della marjiuana, più noti sono gli effetti negativi.

Cervello in Trip.

Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è uno tra i maggiori principi attivi della Cannabis che appartiene alla famiglia dei fitocannabinoidi. Il THC mima gli effetti degli endocannabinoidi, che costituiscono un complesso sistema di comunicazione interneuronale, il cosiddetto sistema endocannabinoide. Che effetti provoca quest’interferenza in circuiti cerebrali così delicati e suscettibili a modificazioni? Diversi studi (Studio 1 e 2) hanno correlato le capacità in diversi ambiti cognitivi di consumatori di marijuana rispetto a gruppi di controllo, dimostrandone un decremento della memoria, della velocità di processamento delle informazioni e dell’attenzione. Simili risultati sono emersi da questo studio (Studio 3) condotto su adolescenti consumatori di marijuana, con chiaro impoverimento dei risultati all’aumento della quantità di dose consumata. Deficit di memoria di consumatori di questa droga leggera sono riportati da diversi altri studi (Studio 4 e 5 ), evidenziando inoltre un miglioramento dei risultati in condizioni di astinenza.

È stato dimostrato che l’inizio in età precoce (16 o 17 anni) del consumo di marijuana influisce negativamente su: tempo di reazione ad un compito (Studio 6); QI verbale, fluenza del discorso e memoria verbale (Studio 7); attenzione sostenuta, controllo degli impulsi e capacità di esecuzione di un compito (Studio 8).

Si è risvegliato un forte interesse della ricerca scientifica per studiare gli eventuali effetti dell’uso di marijuana sullo sviluppo di strutture nervose quali la materia grigia e la materia bianca del cervello. È noto infatti che durante lo sviluppo adolescenziale il cervello va incontro ad una serie di importanti cambiamenti (ad esempio si assiste ad una diminuzione del volume della corteccia cerebrale già dal sesto anno di vita, causata da una selezione delle connessioni sinaptiche da mantenere a scapito di quelle più deboli che invece vengono eliminate).

Materia grigia

Quindi diventa molto importante capire se e come gli endocannabinoidi contenuti nella marijuana possano interferire con i neuroni (materia grigia) e il normale processo di differenziazione e sviluppo cerebrale. Secondo questo studio (Studio 9) adolescenti fumatori di Cannabis hanno il volume di una parte del lobo frontale (corteccia prefrontale orbitale mediale destra) diminuito rispetto al gruppo di controllo non fumatore. Secondo quest’altro studio (Studio 10) si è osservata una diminuzione del volume dell’ippocampo proporzionale al consumo di Cannabis. È da rilevare comunque che diminuzione del volume della corteccia prefrontale orbitale e dell’ippocampo sono stati rilevati anche in consumatori di alcol (Studio 11). Inoltre negli adolescenti consumatori di marijuana sono stati individuati aumenti di volume di parti del cervelletto (verme inferiore posteriore), correlato con diminuite capacità esecutive (Studio 12). Ulteriori risultati sono emersi in altre aree del cervello, facendo concludere che la marijuana può alterare il neuro sviluppo in due modi:

    1) sviluppo prematuro e/o alterazioni nei percorsi sinaptici

    2) perdita o rimodellamento del tessuto nervoso (materia grigia) associato alla tossicità relativa alla marijuana (Studio 13).



Materia bianca

La materia bianca (l’insieme dei collegamenti sinaptici del cervello) gioca un ruolo fondamentale nel collegare le diverse parti dell’encefalo: affinché il suo funzionamento sia corretto è necessario mantenere la sua integrità (adeguato rivestimento mielinico, coerenza e continuità dei tratti di fibre nervose). Ancora più importante è mantenere questa integrità cerebrale nel periodo dell’adolescenza, periodo critico del neuro sviluppo in cui si assiste ad un incremento della materia bianca, dovuto ad una maggiore connessione delle strutture cerebrali. Lo studio degli effetti della marijuana sullo sviluppo corretto della materia bianca sono ancora agli inizi ma si sono comunque osservati alcuni aspetti degni di nota: i consumatori adolescenti di marijuana hanno una diminuita integrità della materia bianca correlata con peggiore funzionamento neuro cognitivo. Comunque data la scarsità degli studi in quest’ambito sono necessari ulteriori studi di approfondimento. ..il Trip purtroppo prosegue in altri organi.

Danno polmonare

il fumo di marijuana quando inalato, come d’altronde il fumo di sigaretta, aumenta di almeno cinque volte il valore ematico di carbossiemoglobina (addirittura di un terzo in più rispetto al fumo di sigaretta). Per continuare il paragone con il fumo di sigaretta, la boccata di marijuana ha maggior profondità, maggior volume di fumo inalato e maggior tempo prima di espirare (Wu,T.C.,Tashkin,D.P.,Djahed,B.,&Rose,J.E.(1988). Pulmonary hazards of smoking marijuana as compared with tobacco. New England Journal of Medicine, 318(6), 347-351.).

È emersa una forte correlazione anche con l’insorgenza della broncopolmonite cronica ostruttiva (BPCO), soprattutto nei pazienti che fumano anche tabacco (Tan, W. C., Lo, C., & Jong, A. (2009). Marijuana and chronic obstructive lung disease: A population-based study. Canadian Medical Association Journal, 180, 814-820.).

Danno cardiaco

Qualunque sostanza organica che sia bruciata e inalata comporterà un aumento di monossido di carbonio che interferisce con l’abilità dell’emoglobina di trasportare l’ossigeno nel sangue, aumentando così il rischio di attacco cardiaco. È stata inoltre anche valutata come più pericolosa l’inalazione di marijuana rispetto al tabacco in termini di quantità di monossido di carbonio prodotto. Diversi studi hanno notato patologie cardiovascolari associate a regolare uso di marijuana soprattutto tra giovani consumatori (Hall, 2009; Kaiser, Permanente, 2002; Kocabay, Yildiz, Duran & Ozkon 2009).

Cancro

Il fumo inalato dalla marijuana contiene molti degli stessi cancerogeni (e in maggior quantità) rispetto al fumo di sigaretta. È riportato un aumentato rischio per gliomi, cancro alla prostata e cancro alla cervice uterina nei fumatori di marijuana-non fumatori di tabacco, anche se sono necessari ulteriori studi per approfondire questa correlazione. Da non trascurare la grandissima presenza di pesticidi e fertilizzanti presenti nelle piante coltivate illegalmente e vendute poi dagli spacciatori: in alcuni campioni di hashish acquistati per strada a Milano sono stati rinvenute dosi assolutamente fuori norma di pesticidi (alcuni dei quali vietati in Italia), fertilizzanti, cocaina e addirittura lucido da scarpe e lacca per capelli. Ad oggi non sappiamo ancora in che modo questi residui (modificati durante la combustione) possano contribuire ai danni da consumo di cannabis.

Tiriamo le somme

Alla luce dei dati sopra elencati si può affermare che consumare Cannabis non è certamente esente da rischi: la marijuana non è una sostanza benefica.

L’inalazione di fumo di marijuana e più pericoloso rispetto al fumo di tabacco perché porta all’assunzione dal 50% al 70% di carcinogeni in più. Altri effetti dannosi riguardano una diminuita funzione immunitaria, un maggior numero di aritmie cardiache, e casi documentati di infarto cerebellare. Evidenti sono anche le esacerbazioni di depressione e ansia (inclusi attacchi di panico), oltre a problemi di memoria che possono persistere anche dopo un mese dall’ultimo consumo. In persone geneticamente predisposte è un fattore di rischio per la psicosi e può condurre a un peggior outcome di schizofrenia (McGuinness 2009).

Prima di accendervi uno spinello siate consapevoli di cosa vi state inalando e di quali i sono i rischi per la vostra salute. Di sicuro per essersi interessato e informato non è mai morto nessuno.

Non fumarti il cervello, Legalize Science!