SOTT FOCUS: La Dieta Chetogenica – Un Quadro Generale

La produzione di corpi chetonici tramite il digiuno intermittente e la dieta chetogenica rappresenta il migliore trattamento per la disfunzione mitocondriale.[21] I benefici sulla longevità visti nelle ricerche sulla restrizione calorica sono dovuti al fatto che i nostri corpi cambiano ad un metabolismo di combustione dei grassi nei nostri mitocondri. Con una dieta chetogenica, entriamo in un metabolismo di combustione dei grassi senza limitare il nostro consumo calorico.

La chetosi tratta in modo efficiente tutti i problemi di una dieta ricca in carboidrati – quella consigliata dalla scienza mainstream: ansia, desiderio compulsivo per il cibo, irritabilità, tremori e problemi di umore tra gli altri. E’ un crimine scoraggiare il consumo di una dieta altra in grassi considerando che una dieta chetogenica riduce i tumori nei modelli umani e animali, e aumenta la capacita di recupero del nostro cervello contro stress e tossicità.

Oltre ad aumentare la produzione del “valium” naturale del nostro corpo – il GABA – l’aumento della produzione di acetyl-CoA generato dai corpi chetonici guida anche il ciclo di Crebs ad aumentare l’NADH mitocondriale che il nostro corpo usa in più di 450 reazioni biochimiche essenziali – compresi la comunicazione cellulare e l’assistenza della continua riparazione del DNA. Visto che il corpo chetonico beta-idrossibutirrico è più ricco di energia del piruvato, produce di conseguenza più ATP. La chetosi aumenta inoltre la produzione di antiossidanti importanti legati ad elementi tossici del nostro ambiente, incluso il glutatione.

I mitocondri provenienti dall’ippocampo di animali nutriti con una dieta chetogenica sono anche resistenti ai danni al mtDNA e sono molto meno predisposti ad indurre il suicidio cellulare – l’apoptosi – nei momenti inopportuni.

Come dice Douglas C. Wallace, PhD, Direttore del Centro di Medicina su Mitocondri ed Epigenomica, “la dieta chetogenica può agire su vari livelli: può ridurre l’attività neurone eccitatoria, aumentare l’espressione di geni bioenergetici, aumentare la biogenesi mitocondriale e la produzione di energia ossidativa, e aumentare la produzione di NADPH mitocondriale, dunque riducendo lo stress ossidativo mitocondriale.”[21]

Il cheto-adattamento risulta in cambiamenti notevoli sul come costruiamo e manteniamo una composizione ottimale delle membrane, non solo grazie ai grassi salutari che forniamo attraverso la dieta, ma anche grazie ad una produzione ridotta di radicali liberi e di mediatori anti-infiammatori, oltre ad una produzione maggiore di antiossidanti. Si tratta veramente dello stato di equilibrio ideale.

Dovreste inoltre tenere in mente questo estratto da Evoluzione del Cervello Umano: L’influenza dell’Acqua Dolce e delle Risorse di Cibo Marino[22] (in inglese):

Esistono due vantaggi chiave nell’avere corpi chetonici come carburante alternativo principale al glucosio per il cervello umano. Prima di tutto, gli umani hanno normalmente riserve di grasso corporeo significativi; vi è quindi una fornitura di acidi grassi per produrre chetoni. In secondo luogo, usare chetoni per mantenere parte del fabbisogno energetico del cervello quando la disponibilità di cibo è intermittente rende disponibile del glucosio per altri usi e riduce notevolmente sia il rischio di un esaurimento da degrado dannoso per i muscoli durante la sintesi del glucosio, sia il compromettere la funzione delle altre cellule che dipendono dal glucosio, ovvero i globuli rossi. Un attributo interessante riguarda il fatto che l’assorbimento di chetoni da parte del cervello è da quattro a cinque volte più veloce nei neonati e nei bambini che negli adulti. Dunque, in un certo senso, l’uso efficiente di chetoni da parte del cervello del bambino significa che hanno una riserva di carburante migliore rispetto ad un cervello adulto. Sebbene il ruolo dei chetoni come riserva di carburante sia importante, nei bambini rappresentano più che mai una riserva di carburante per il cervello – sono anche il substrato principale per la sintesi di lipidi cerebrali.

Ho ipotizzato come l’evoluzione di una maggiore capacità di produrre chetoni sia co-evoluto insieme ad un allargamento del cervello umano. Questo aumento di capacità era direttamente legato all’evolversi delle riserve di acidi grassi nei depositi di grasso corporeo durante lo sviluppo fetale e neonatale. Per espandere la taglia del cervello e aumentare la sua sofisticazione in modo così notevole, avrebbe richiesto una fonte di energia affidabile e abbondante per un lungo periodo di tempo, probabilmente almeno un milione, se non due milioni di anni. Inizialmente, e fino ad un certo punto, il fabbisogno energetico di un cervello ominide più largo potrebbe essere ottenuto tramite il glucosio e le riserve di glucosio a corto-termine come il glicogeno e la sintesi di glucosio dagli aminoacidi. Mentre gli ominidi cominciavano lentamente ad evolvere cervelli più grandi dopo aver acquisito una fonte di cibo più sicura e abbondante, una ulteriore espansione sarebbe dipesa da una significante evoluzione di depositi di grasso e dall’avere un accesso affidabile e rapido al carburante in quei depositi. Le riserve di grasso erano necessarie anche se non erano comunque sufficienti senza un corrispondente aumento nella capacità per la chetogenesi. Questa combinazione unica di deposito di grasso eccezionale nel grasso corporeo, insieme ad una disponibilità rapida ed abbondante di chetoni in quanto carburante per il cervello che potesse rimpiazzare il glucosio senza interruzione è stata la riserva di carburante principale necessaria ad espandere il cervello degli ominidi, una riserva che non era apparentemente disponibile in altri mammiferi terrestri, compresi i primati non-umani.

E’ incontestabile il fatto che una dieta chetogenica abbia effetti protettivi sul nostro cervello. Con tutta l’evidenza della sua efficacia nella disfunzione mitocondriale, può essere applicata a tutti noi che viviamo in un ambiente molto stressante e tossico. I corpi chetonici sono corpi guaritori che ci hanno aiutato ad evolvere e oggigiorno i nostri mitocondri sono sempre compromessi in un modo o nell’altro, visto che le probabilità in questo mondo tossico giocano a nostro sfavore. Vi saranno ovviamente persone con tali mtDNA danneggiati o con mutazioni sin dalla nascita, i quali non sono in grado di modificare il loro sistema (come difetti sul metabolismo della L-carnitina), ma persino in alcuni di quei casi possono fermare o rallentare danni ulteriori. I nostri antenati più sani non hanno mai avuto a che fare con i livelli di tossicità con i quali viviamo oggigiorno e, ciononostante, mangiavano in modo ottimale. Considerando i tempi attuali e l’ambiente circostante, il minimo che possiamo fare è di mangiare in modo ottimale per la nostra fisiologia.

Per fare in modo che i corpi chetonici curanti circolino nel nostro flusso sanguigno, dobbiamo seguire una dieta alta in grassi, limitare i carboidrati e moderare le proteine. Insieme al digiuno intermittente che aumenta la produzione di corpi chetonici, e la resistance training che crea mitocondri con mtDNA più salutari, possiamo ribaltare i pronostici.

Quella che oggigiorno è considerata come una “dieta normale” rappresenta in verità un’aberrazione basata sulla scienza corrotta che favorisce l’industria agricola e farmaceutica. Se potessimo tornare indietro nel tempo, prima che la dieta moderna venisse normalizzata da interessi corporativi e agricoli, troveremo che la chetosi era lo stato metabolico normale. Lo stato metabolico degli umani di oggigiorno è aberrante. E’ tempo di cambiare.

Riferimenti

[1] Un ricercatore membro del forum sotto.net ha il diabete di tipo 1 e sta seguendo una dieta chetogenica. In circostanze normali, i diabetici (compresi quelli di tipo 1) vedono risultati sorprendenti con una dieta bassa in carboidrati. Vedi Dr. Bernstein’s Diabetes Solution di Richard K. Bernstein, MD (Little, Brown and Company: 2007).

[2] Varia da persona a persona, ma si parla in media da 0 a 70 grammi di carboidrati più un consumo moderato di proteine, tra 0.8 e 1.5 grammi di proteina per ogni kg di peso corporeo ideale. Le donne incinte e i bambini non dovrebbero limitare le loro proteine.

[3] Ketogenic diets in seizure control and neurologic disorders by Eric Kossoff, MD, Johns Hopkins Hospital, Baltimore, Maryland. The Art and Science of Low Carbohydrate Living by Jeff S. Volek, PhD, Rd and Stephen D. Phinney, MD, PhD. Beyond Obesity, LLC , 2011.

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[5] Rainer J Klement, Ulrike Kämmerer. Is there a role for carbohydrate restriction in the treatment and prevention of cancer? Nutr Metab (Lond). Oct 26, 2011; 8: 75.

[6] Se il codice genetico rappresenta l’hardware della vita, il codice epigenetico rappresenta il software che determina il modo in cui l’hardware si comporta.

[7] David N. Ruskin and Susan A. Masino, The Nervous System and Metabolic Dysregulation: Emerging Evidence Converges on Ketogenic Diet Therapy. Front Neurosci. 2012; 6: 33.

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