SOTT FOCUS: Come sopra, Così sotto?

comet mcnaught

© Stéphane Guisard
La cometa McNaught sopra il Cile, gennaio 2007

Secondo un’antica idea: il nostro mondo è parte di un universo vivente, con una mente propria, un luogo che non è solo un parco giochi per indulgere ai desideri, ma anche una scuola per imparare dalla sofferenza generata dalla lotta dell’esistenza. Questa idea è alla base dell’antica filosofia dello stoicismo, fondata ad Atene all’inizio del III secolo a.C.. Nel libro Comets And The Horns Of Moses, Laura Knight-Jadczyk ha riassunto così la filosofia di base degli stoici:

“Il mondo è organizzato in modo razionale, e quindi spiegabile e comprensibile. Il modello è interamente completo. All’interno dell’organizzazione, diversi elementi e parti sono dinamici e governanti, altri sono passivi in funzione. Il mondo è volutamente provvidenziale; quindi c’è anche uno schema e un modello, e la buona fine è scopribile grazie alla comprensione razionale di tutto ciò. L’elemento divino è integralmente e unicamente immanente. Poiché il sistema è di natura organica, la comprensione di qualsiasi parte contribuisce alla comprensione del tutto, e viceversa. Anche il funzionamento di una qualsiasi parte è rilevante per il funzionamento del tutto. La legge operativa di causa ed effetto passa proprio attraverso il comportamento dei fenomeni e degli esseri viventi. La comprensione e la spiegazione del suo funzionamento si trova dentro, e solo dentro, se stessa”.

Quando ho letto questo, mi sono ricordato di schemi frattali, una struttura matematica molto comune. Ecco una selezione di questi schemi così come si presentano in natura:

Fractals

“Frattali” in natura

Alla Ricerca della Vita Intelligente

La visione sobria della scienza moderna dell’universo scarta la nozione di un “elemento divino”. È solo un oggetto di studio – vasto e misterioso, certo, ma in ultima analisi, come qualsiasi altro oggetto. Se vi aspettate di essere presi sul serio nella “comunità scientifica”, tenete basso il vostro stupore quando scoprite quanto brillantemente sia stato progettato il macchinario dell’Universo. Ci si aspetta che crediamo che le più alte forme di ordine – di cui la nostra civiltà con tutte le sue meraviglie tecnologiche è solo una piccola parte – abbiano semplicemente origine dal nulla: non c’è né un piano, né uno scopo, né un’intelligenza, secondo la scienza moderna. Solo… BOOM!

Com’è possibile?

Dai sistemi solari agli animali, in Natura tutto è funzionale e perfettamente organizzato, permettendo una certa adattabilità in risposta ai cambiamenti dinamici, seguendo però una serie di regole rigide. Il fatto che essa assuma una forma intrinsecamente strutturata è da solo un chiaro indicatore di intelligenza. Ma per lo scienziato “serio” (che è invariabilmente un neo-darwinista, che ne sia consapevole o meno), questo è un settore “vietato”. L’intelligenza può essere attribuita solo a creature come noi, secondo questi scienziati. Le meraviglie biologiche della natura danno solo l’apparenza del design, ma sono semplicemente il risultato di una mutazione casuale, “un felice incidente chimico”, come ha detto il leggendario ateo e teorico evoluzionista Richard Dawkins.

Le strutture ordinate create dalla Natura, per quanto sofisticate, sono “solo” naturali. Se questo è il caso, cos’ha di così speciale l’essere umano? Dove inquadriamo l’intelligenza e la coscienza allora?

L’origine della Vita

Nonostante gli alti livelli sofisticati che la scienza ha raggiunto, siamo ancora incapaci di riprodurre la vita – certamente, non con qualsiasi mezzo tecnologico. La tecnologia di Madre Natura è di gran lunga superiore alle nostre capacità e alla nostra comprensione. Non siamo stati noi a inventare la vita sulla Terra, è stata lei. Noi applichiamo solo il poco che impariamo da lei in modi piuttosto limitati, e in generale non così brillanti. Eppure l’uomo moderno tende a considerarsi l’unica forma di vita intelligente, e certamente la più sofisticata. Nella nostra arroganza, diciamo, “l’umanità conosce meglio”, mentre in realtà ogni osservazione, ogni teoria, ogni invenzione è proprietà intellettuale della Natura.

In Evolution 2.0 – Breaking the Deadlock Between Darwin and Design, l’ingegnere elettrico e teorico dell’informazione Perry Marshall descrive la lotta tra due schieramenti opposti: i neo-darwinisti/teisti da un lato, che sostengono che la Mutazione casuale + Selezione naturale + Tempo = Evoluzione, e i sostenitori del Design intelligente (insieme ai creazionisti) dall’altro lato, che sostengono che “dio” ha creato l’universo e tutto il resto. Marshall conclude che i darwinisti sottovalutano la Natura, mentre i creazionisti sottovalutano Dio, e ci ricorda che è già stato stabilito, in numerosi modi, che il DNA è letteralmente codice – un codice altamente sofisticato che supera ogni linguaggio di programmazione che possiamo concepire.

La domanda è: da dove viene questo codice? Casualità accidentale, sostengono gli atei. Se è così, dove sono le prove di ciò? Marshall offre 5.000.000 di dollari alla prima persona che può presentare un processo puramente chimico in grado di produrre un codice.

A prendere di mira il caso della mutazione casuale è anche il genetista Theodosius Dobzhansky, che ha condotto ampi esperimenti sulle mosche da frutta bombardandole con radiazioni per 30 anni, inducendo mutazioni del DNA, che egli – in linea con la teoria prevalente – si aspettava accelerasse “l’evoluzione” delle mosche. Ma i suoi esperimenti si sono rivelati altamente dannosi per la salute dei moscerini della frutta. Non c’è infatti nessun caso documentato, o applicazione in nessun campo della scienza, in cui il rumore/casualità aggiunga contenuto informativo – al contrario, disturba e distrugge l’informazione. Nei casi di processi evolutivi le prove indicano una mutazione adattiva. Immaginate un testo danneggiato su una pagina, dove mancano delle lettere: ric_str_isci e riempi le l_c_ne.

SUMMARY OF RESULTS

© Perry Marshall
Sintesi dei punti chiave del libro “Evolution 2.0 – Breaking the Deadlock Between Darwin and Design”

Secondo quanto scritto su Wikipedia su Rare Earth Hypothesis:

“Nell’astronomia planetaria e nell’astrobiologia, la Rare Earth Hypothesis sostiene che l’origine della vita e l’evoluzione della complessità biologica, come la riproduzione sessuale, gli organismi multicelluari sulla Terra (e, di conseguenza, l’intelligenza umana) richiedono una combinazione improbabile di eventi e circostanze astrofisiche e geologiche. Secondo l’ipotesi, la vita extraterrestre complessa è un fenomeno improbabile e probabilmente raro”.

Se questo fosse vero, il verificarsi della vita sulla Terra deve essere stata una straordinaria coincidenza, per non parlare della formazione dell’universo! La vita sulla Terra e la creazione dell’universo è stata davvero solo un incidente casuale e sorprendente? Alcuni scienziati trovano che il “salto della fede” che questo richiede sia troppo difficile da compiere. Il biologo Dr. Rupert Sheldrake ha detto della teoria del Big Bang: “Come diceva il mio amico Terrence McKenna, ‘La scienza moderna si basa sul principio: datemi un solo miracolo gratuito e vi spiegheremo il resto!'” Molti scienziati credono letteralmente che l’ordine emerge miracolosamente dal nulla.

Quindi, se non faccio nulla, l’ordine emergerà spontaneamente dal mio disordinato soggiorno? Sembra che quello che stiano dicendo davvero è: “Non conosciamo la causa, a meno che… ma non avventuriamoci lì.”

La Mente al di sopra della Materia

La parola “materia” deriva dal latino mater che significa “origine”, “fonte”, “madre”. L’universo, in tutte le sue manifestazioni, è una struttura ben progettata, altamente funzionale, olistica, e tutto ciò che dà vita segue le sue regole, regole che gli scienziati cercano di comprendere per acquisire conoscenza. Come un bambino impara dalla madre, gli scienziati imparano dalla materia. Ma esiste solo la materia?

In filosofia, il panpsichismo è la visione che la coscienza, la mente o l’anima (psiche) è una caratteristica universale e primordiale di tutte le cose. I panpsichisti come gli antichi Stoici, Platone, Leibniz, William James o Alfred North Whitehead si vedevano come menti in un mondo della mente. Anche lo psicologo C.G. Jung, con il suo concetto di inconscio collettivo, condivideva questa mentalità.

La giovane e curiosa mente umana estrapola spiegazioni intelligenti, modelli scientifici, cianografie e set di regole matematiche dalla mente super antica della natura. Questo ci informa su come funzionano le cose, il che ci rende intelligenti e ci permette di affinare ulteriormente le nostre capacità di riconoscimento dei modelli. L’applicazione di regole e concetti matematici, che noi, in quanto “esseri intelligenti”, dovremmo aver sviluppato da soli, ha risultati fisici nel mondo materiale, per cui sembrerebbe che esistessero molto prima che l’umanità esistesse. Ma dove si trova esattamente il mondo dell’informazione – della matematica e delle idee – se non nella nostra mente? Nella mente della natura?

La nostra mente è strettamente un prodotto materiale di alcune funzioni cerebrali ancora sconosciute, secondo l’opinione prevalente. Ma gli scienziati non sono stati in grado di individuare un luogo biologico in cui i ricordi sono conservati, mentre gli studi sui ratti hanno dimostrato che, dopo aver insegnato loro un trucco, non importa quanto del loro cervello venga successivamente sezionato (fino a quando, naturalmente, il ratto muore), se lo ricordano ancora. Il recupero della memoria è quindi un fenomeno non materiale?

Materia, Energia e Informazione

Norbert Wiener, il leggendario “padre della cibernetica” del MIT ha detto:

“L’informazione è informazione, non è né materia né energia. Nessun materialismo che non lo ammetta può sopravvivere al giorno d’oggi”.

Secondo Tom Stonier, “padre della teoria dell’informazione”, l’informazione è un elemento fondamentale dell’universo:

“Materia ed energia costituiscono la superficie dell’universo. La struttura esteriore dell’universo è facilmente percepibile ai nostri sensi. La struttura interna è più fine. È organizzata in modo non così ovvio: non consiste solo di materia ed energia, ma anche di informazioni”.

Sembra esserci un ‘pool‘ o campo di informazioni non materiali che informa la materia, e la guida lungo i percorsi stabiliti, o ‘abitudini’ come dice il Dr. Rupert Sheldrake. Sheldrake ha proposto la teoria della risonanza morfica e dei campi morfici, che potrebbe spiegare molti altri strani fenomeni – dalla precognizione e dal comportamento dello sciame alla visione a distanza, per citarne alcuni. E se la mente o il ‘centro’ mentale delle creature fossero essenzialmente ricevitori di informazioni provenienti da un vasto campo informativo non locale e altamente intelligente?

Sistemi Olistici

In questo contesto, non esiste alcuna “materia morta”, ma piuttosto diversi livelli di organizzazione, compresa la vita come un’unica forma. Anche se molto più semplicemente organizzata rispetto alla materia vivente, quella che chiamiamo ‘materia inanimata’ si adatta e si comporta in modi diversi in determinate circostanze, subendo reazioni chimiche e processi complessi, e procedendo per periodi di tempo inimmaginabili.

Pensate alla formazione del nostro pianeta, avvenuta molto prima che potesse sostenere la vita. Prima di ciò c’è stata un’evoluzione della materia “morta”, che ha formato il “metabolismo” di un sistema stellare. Pensate a quanto deve essere ben organizzato un pianeta per rendere possibile la vita, e a quanto devono essere perfezionati i sistemi climatici e meteorologici per regolare la successiva esistenza della vita. Dove tracciamo la linea di demarcazione tra “vita” e “morte”?

Le galassie sono vive? Comunicano tra loro? I fenomeni cosmici hanno sorprendenti somiglianze con le reti neuronali. Come scrive Stephen Smith del Thunderbolts Project in ‘Electric Universe: Power Lines‘:

Le galassie spesso si allineano l’una con l’altra a grandi distanze.

Secondo la teoria dell’Universo Elettrico, l’evoluzione galattica si verifica quando le scariche di plasma su larga scala formano filamenti coerenti che mostrano un comportamento elettrodinamico e non solo quello che la gravità da sola può contribuire. Le stelle nelle galassie possono anche formare lunghi archi che le attraversano come perle d’argento su una corda. Nessuna teoria della contrazione nebulare può spiegare adeguatamente la formazione delle stelle. Oltre a ciò, le grandi spirali che si raccolgono in ammassi, che poi si raggruppano anche in super ammassi, sono al di là di ogni definizione convenzionale.

Quando il plasma si muove attraverso una nube di polvere e gas, la nube si ionizza, dando inizio ad un campo elettrico e al flusso di corrente elettrica. L’elettricità che si muove attraverso qualsiasi sostanza forma campi magnetici che tendono ad allineare e a restringere il flusso di corrente. Questi campi creano quelle che a volte vengono chiamate “corde di plasma“, altrimenti note come correnti di Birkeland.

Le correnti di Birkeland sono filamenti elettromagnetici che trasportano cariche elettriche attraverso lo spazio. I filamenti sono strati di separazione delle cariche a doppia parete, piegati, che isolano le regioni di carica opposta e impediscono la loro neutralizzazione.

Quasi tutti i corpi dell’Universo mostrano una sorta di filamentazione. Le code di comete si presentano spesso in coppia. Quella polverosa forma un arco che segue il suo percorso orbitale. L’altra, composta da filamenti di ioni “filamentosi”, si allunga dal nucleo in linea retta, puntando sempre lontano dalla regione di simile polarità. Le nebulose planetarie sono filate da intricate ragnatele di viticci luminosi. Le stelle Herbig-Haro e le galassie energetiche emettono getti intrecciati. Alcune galassie sembrano “pelose”, con fili di materiale che si estendono da esse.

Poiché i vari carichi nei circuiti galattici irradiano energia, devono essere alimentati mediante collegamenti con circuiti più grandi. Quanto siano grandi questi circuiti può essere dedotto dall’osservazione che le galassie si verificano anche nelle stringhe.

Tutto sembra essere collegato: sistemi che alimentano altri sistemi, cicli dentro altri cicli, regole costruite su altre regole. È come se tutto fosse parte di un unico organismo più grande. Immaginate un astronomo che vive su un pianeta che in realtà è un elettrone che orbita attorno a un atomo, situato all’interno di una molecola che fa parte di un ammasso di cellule all’interno delle viscere di una mosca della frutta, che si pone la stessa domanda…

brain cell universe


Una connessione Umano-Cosmica

I sostenitori del riscaldamento globale causato dall’uomo credono che il pianeta – in particolare la biosfera – stia subendo un cambiamento radicale a causa dell’eccessiva attività umana che causa l’esaurimento delle risorse e la dispersione dei gas serra. Questo, affermano, interferisce catastroficamente con i delicati controlli climatici che sostengono la vita sulla Terra. Se solo riducessimo (drasticamente) la nostra “impronta di carbonio”, gli ecosistemi sopravvivrebbero, e l’umanità con loro.

Tuttavia, da un lato, essi sopravvalutano l’impatto fisico che la civiltà umana ha sui sistemi che derivano la maggior parte della loro energia e del loro “contenuto informativo” dal Sole, dai raggi cosmici e da altri fenomeni cosmici. Dall’altro lato, ignorano i resoconti storici delle civiltà passate (non industriali, anche se altamente organizzate) che sono crollate in tempi di grandi sconvolgimenti ambientali.

Tornando all’idea stoica, Knight-Jadczyk ha scritto a proposito di uno dei più importanti stoici, Posidonio:

“Poiché il sistema è un insieme organico e la legge operativa di causa ed effetto è una parte del sistema, ne consegue logicamente che il funzionamento o lo stato di qualsiasi parte può essere rilevante per il funzionamento dell’insieme. Ciò significava che le forme di divinazione erano validi mezzi di esplorazione scientifica, anche se non certo in modo isolato. Ciò che ne seguiva era che, poiché era possibile prevedere cose come le maree dalla posizione della Luna, doveva essere possibile anche prevedere il comportamento futuro di altri fenomeni, compresi gli eventi umani, da modelli e segni nei cieli e sulla Terra.

Non credo che sia necessario presumere che Posidonio abbia esagerato, come sosteneva Agostino, dato che non ci sono le prove che egli fosse un ‘astrologo’ nel senso usuale del termine. Ma quello che sembra aver avuto in mente era l’esplorazione scientifica dei segni e delle stagioni, e il tentativo e la sperimentazione di vari metodi per mettere in relazione i grandi eventi del pianeta in ambito socio-politico con il cosmo in generale e scoprire la loro interazione dinamica.

In altre parole, da razionalista che credeva che una legge razionale permeasse l’universo, Posidonio dedusse che tutti gli eventi seguono una catena ininterrotta di causalità, anche se noi, a livello umano, non sempre riusciamo a vedere la causa di un effetto specifico. Ma, teoricamente, il mondo dovrebbe essere razionalmente comprensibile se studiamo il mondo e tutto ciò che ne consegue, e impariamo i modelli di causa ed effetto a una scala, per poi applicarli ad altre scale. Come un frattale, i modelli cosmici seguono sempre gli eventi del mondo reale e possiamo seguire la catena a ritroso attraverso osservazioni e analisi scientifiche.

Secondo Posidonio, il disegno cosmico è stato imposto razionalmente dall’alto verso il basso, ma possiamo scoprirlo solo in parte e verificare i fatti che porteranno alla comprensione di questo disegno, dal basso verso l’alto“.

Nel libro Earth Changes and the Human-Cosmic Connection, l’ingegnere Pierre Lescaudron ha esplorato i ‘segni e le stagioni’ dei nostri tempi – erroneamente inquadrati come ‘cambiamenti climatici causati dall’uomo’ nella scienza moderna – nel contesto di episodi storici dei collassi delle civiltà:

Come illustrato nella Figura 202, lontano dalla nostra visione lineare e uniformitaria dell’universo, gli antichi cinesi credevano – e alcuni continuano a credere tuttora – che il comportamento dei sovrani, lo stato del mondo e le catastrofi naturali siano intimamente correlati. Questo era anche il modo in cui i nostri antenati percepivano il mondo.

Chinese dynastic cycle

Figura 202: Il ciclo dinastico cinese. (Sott.net)

Per dare solo un esempio della correlazione tra i disastri cosmici e la cattiva condotta dei leader, ci concentreremo sugli ultimi decenni dell’Impero Romano (530-580 d.C.). Quello che segue è un estratto della Storia Segreta di Procopio, intitolato “Come Giustiniano uccise un trilione di persone“. Si tenga presente che Procopio fu probabilmente lo storico più importante del VI secolo. La maggior parte degli studiosi lo considera l’ultimo grande storico del mondo antico. Procopio non fu solo uno storico; per più di dieci anni fu anche consigliere del più grande generale dell’epoca, Belisario. Come tale, durante questo periodo di numerosi viaggi, battaglie e trattative, fu testimone diretto della vita politica e militare romana. Dopo il suo ritiro dagli affari militari, divenne giudice e, in tale veste, ebbe i modi e i mezzi per ottenere le informazioni interne che costituivano la sua Storia Segreta.

“Che Giustiniano non era un uomo, ma un demonio, come ho detto, in forma umana, si potrebbe dimostrare considerando l’enormità dei mali che ha portato sull’umanità. Così, mentre era imperatore, l’intera Terra si è arrossata con il sangue di quasi tutti i Romani e dei barbari. Inoltre la persecuzione dei Samaritani e dei cosiddetti eretici riempì il regno romano di sangue. Durante il suo dominio sui Romani, si verificarono molti disastri di vario genere: che secondo alcuni erano dovuti alla presenza e agli artifici del Diavolo, e secondo altri erano opera della Divinità, che, disgustata dall’Impero Romano, si era allontanata da esso e aveva ceduto il paese al Demonio.

Il fiume Scirtus inondò Edessa, creando innumerevoli sofferenze tra gli abitanti, come ho scritto altrove. Il Nilo, che si alzava come al solito, ma non si placava nella consueta stagione, ha portato terribili calamità alla gente del luogo, come ho già raccontato. Il Cydnus inondò Tarso, coprendo quasi tutta la città per molti giorni, e non si placò fino a quando non fece danni irreparabili.

I terremoti hanno distrutto Antiochia, la principale città dell’Est, Seleucia, che si trova nelle vicinanze, e Anazarbus, la città più rinomata della Cilicia. Chi potrebbe contare quelli che sono morti in queste metropoli? Ma bisogna aggiungere anche quelli che vissero a Ibora; ad Amasea, il capoluogo del Ponto; a Poliboto in Frigia, chiamata dai pisidiani Polimede; a Lychnidus in Epiro; e a Corinto: tutte città densamente abitate fin dall’antichità. Tutte queste furono distrutte dai terremoti di questo periodo, con la perdita di quasi tutti i loro abitanti. E poi venne la peste, di cui ho già parlato, che uccise almeno la metà di coloro che erano sopravvissuti ai terremoti.

Sembra che quando un numero abbastanza grande di persone mostra alti livelli di ignoranza e di false credenze, segue presto il tumulto cosmico; e se la storia viene studiata da vicino e abbastanza a lungo, si può vedere il medesimo modello emergere di nuovo, e di nuovo, e di nuovo. A questo punto può svilupparsi un ciclo di feedback negativo (in basso a destra del diagramma precedente). Quando le catastrofi naturali aumentano al punto che la gente finalmente si rende conto che c’è qualcosa che non va, si rende conto anche che i loro leader non sono in grado di provvedere alla loro sicurezza e così si rivoltano contro di loro. I disordini sociali crescono e le élite si rivolgono a misure sempre più repressive di violenza e controllo, che, a loro volta, aumentano la “reazione” cosmica, che alimenta ulteriormente l’ansia e la spinta alla rivolta della gente.

A che punto siamo oggi, secondo voi, nel “ciclo dinastico”?

Anche se non è stata formulata coscientemente, mi sembra preveggente che le proteste dei ‘Giubbotti Gialli’ in Francia siano iniziate lo scorso novembre a causa della resistenza popolare a un aumento pianificato della tassa sui carburanti, la cui ragione apparente era quella di ridurre la dipendenza dalle automobili per i trasporti e allo stesso tempo di aumentare le entrate per ‘combattere il cambiamento climatico’ e ‘salvare il pianeta’. L’aumento del clima estremo e non stagionale degli ultimi anni è stato ormai sicuramente notato dalla maggior parte delle persone, anche se manca ancora, per la maggior parte, la realizzazione viscerale di ciò che lascia presagire. Nel frattempo, i disordini sociali si intensificano e i governi diventano sempre più totalitari, il che suggerisce che ci si può aspettare una “reazione cosmica” ancora maggiore.

Causa ed Effetto

Se l’Universo stesso è un organismo con una mente propria, allora lo stesso potrebbe valere per macro-sistemi come le galassie, i sistemi solari e così via, con il mondo “sotto” che manifesta gran parte degli stessi modelli del mondo “sopra”. Tutti sono soggetti ai principi dell’evoluzione e della devoluzione: ordine e caos, crescita e decadimento, salute e malattia. Come per ogni essere vivente, su una scala temporale abbastanza lunga, ogni macro-sistema è soggetto all’entropia e alla fine collassa, e fino ad allora funziona come una forma corrotta di ordine.

Le élite di oggi perseguono il loro impulso al dominio e al controllo delle altre persone e di tutta la vita. L’emergente manifestazione “postmoderna” della civiltà che hanno dato vita è una civiltà in uno stato altamente avanzato di ordine corrotto, una patologica gerarchia (in)competente. Predatrice e guerriera, ma effeminata e giovanile, in qualche modo continua a sostenere un gran numero di persone, eppure le affama di significato e di benessere fondamentale grazie a un flusso infinito di intrattenimento informativo spacciato per informazioni oggettive.

I disordini sociali a spirale e i fenomeni meteorologici estremi – tra cui includo l’aumento delle comete e degli asteroidi in orbita vicino alla Terra – sembrano quindi costituire una reazione immunitaria a questa devoluzione macrosociale, in parte da parte del pianeta-come-organismo, e in parte da parte nostra, come un unico “super-organismo” collegato.

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Che la nostra civiltà possa essere spazzata via in un batter d’occhio è una minaccia molto reale. Consideriamo l’ipotesi dell’impatto del Dryas recente e il crescente numero di prove a sostegno di tale ipotesi: grandi frammenti di comete hanno colpito la calotta glaciale nordamericana alla fine dell’ultima era glaciale e hanno causato un’inondazione catastrofica. Se a quell’epoca fosse esistita una civiltà avanzata, come alcuni ricercatori sospettano, non ne sarebbe rimasto molto in seguito, il che probabilmente spiega gli antichi miti su un terribile diluvio che ha messo in ginocchio la civiltà. La storia si ripete? O almeno fa rima? Ci siamo fatti talmente assorbire dalla nostra secolare tecno-specialità che abbiamo dimenticato quanto siamo irrilevanti dal punto di vista cosmico? E la civiltà umana ha bisogno di un piccolo (o grande) ricordo di questo di tanto in tanto?